Il nostro Brasile

Un mosaico etnico che esprime la capacità di accogliere tutte le diversità di razze e di religioni grazie a una profonda positività che si esprime nella dimensione fisica del ritmo e della musica, nella gioia dell’esistenza, nel sorriso, nell’energia. Il Brasile accoglie. 
Lo fa con la sua gente così ricca di tradizioni diverse e lontane, eppure in pace, ma anche con i suoi paesaggi che spaziano dalle grandi paludi al deserto, dalle fitte foreste tropicali alle spiagge sabbiose alle metropoli di grattacieli.
 
A volte ricomponendo aspetti diversi in un’unica realtà, come Rio de Janeiro, che è metropoli e resort tropicale insieme, povertà e ricchezza, passato e futuro sempre in fermento, dove i grattacieli si affacciano sulle famose spiagge di Ipanema e Copacabana; il Cristo Redentore svetta sul Monte Corcovado al centro della foresta urbana più grande del mondo; le favelas sembrano alveari.
 
Così anche a Salvador, detta la Roma nera, perché sede di alcune tra le più grandi celebrazioni del Condomblé, religione afrobrasiliana, che si snodano tra le sue strade acciottolate dove si affacciano cattolicissimi conventi e chiese barocche.
 
Anche le note convivono come fanno le diverse divinità del cielo con una musicalità che attinge alla tradizione africana e portoghese, fondendole in un unico suono: quello di Bahia. Il Brasile è una costante scoperta che emoziona ben oltre i suoi cliché definiti dal carnevale e dal calcio. Tra i suoi tanti mondi c’è l’Amazzonia: 3,5 milioni di kmq che disegnano il più grande polmone del mondo dove la pioggia profuma, la sinfonia notturna degli animali culla il sonno e lungo i suoi fiumi si sente il respiro del mondo. E l’energia della natura inscena spettacoli di grande impatto come le cascate di Iguaçu: 275 cateratte alte fino a 75 m che precipitano nel più grande fragore naturale. Il Brasile è anche questo: pura emozione.
 
Spiagge attrezzate ma anche selvagge, come nello stato del Ceará, dove i bambini giocano alla Capoeira e in mare si vedono solo Jangadas, le tipiche barche in legno dei pescatori. I trekking si snodano tra laghi di acqua dolce, dune di sabbia con discese mozzafiato al mare e falesie colorate dal ferro, dallo zolfo e dal manganese.  
 
E poi c’è la dimensione del sogno utopico che diventa architettura, quella di Brasilia che, come tutto il Paese, si sta preparando ad accogliere i prossimi Campionati di Calcio e le Olimpiadi del 2016. 50 anni di vita senza dimostrarli. La città ideale progettata dall’urbanista Lucio Costa, dall’architetto Oscar Niemeyer e dall’architetto del paesaggio Roberto Burle Marx è ancora di un’attualità strepitosa.
 
La leggerezza del sogno sospesa sui pilotis degli edifici che affondano nell’acqua sa emozionare anche attraverso il cemento.Questo è il Brasile

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